Il Ninfeo delle Fate di Masseria Tagliatelle: storia e leggenda

Il Ninfeo delle Fate di Masseria Tagliatelle: storia e leggenda

23 Agosto 2020 0 Di Scupola Giovanni Maria

Il  destino del Ninfeo delle fate, sito all’interno della Masseria Tagliatelle, sulla strada che da Lecce conduce a San Cesario, sembra sia quello di cadere ciclicamente nel dimenticatoio per poi essere riscoperto nuovamente con rinnovato stupore.

Per diverso tempo si era persa la memoria, aleggiavano solo leggende fantastiche su uno strano luogo, che si affaccia sulle Cave di Marco Vito, in cui vi pare siano state avvistate delle fate.

Un’altra leggenda legata a questo luogo narra di una donna, malata di mente, che abitava nei pressi del Ninfeo. Non potendo avere figli, la poverina spesso teneva in braccio un pezzo di legno simulando che fosse un bambino. Le persone che la incontravano la schernivano e la deridevano per questo, fino a quando, un giorno, la donna incontrò per caso alcune fate che abitavano in quel luogo. Una di loro, in particolare, provò una gran pena per quella donna infelice che avrebbe tanto voluto un figlio e decise di trasformare il fantoccio di legno in un bambino in carne ed ossa.

Stando a ciò che racconta la tradizione, non sempre le fate hanno un aspetto ed un comportamento benevolo. Anzi, spesso si trasformano in animali spaventosi per intimorire le persone, a volte diventano grandi quanto un palazzo oppure leggere e mutevoli come nuvole per non essere viste o afferrate.

Solo nei primi anni del ‘900 è iniziato lo studio del sito che ha riportato alla luce l’importanza ed i collegamenti con il mondo classico.

La struttura ipogea faceva parte di una residenza costruita nel XVI secolo e poi trasformata in masseria nel XVIII secolo.

La struttura è scavata nella roccia e consiste in un primo vano rettangolare sulle cui pareti, racchiuse in 12 nicchie sono raffigurate 6 figure femminili a grandezza naturale.

Una delle nicchie immette in un vano circolare più piccolo con una copertura a falsa cupola e foro centrale. Un luogo adibito a funzioni termali.

In origine la villa venne fatta erigere da Scipione Da Summa, governatore dal 1532 al 1542 di Terra d’Otranto.

A Lecce, oltre al Ninfeo delle Fate, sono noti i ninfei di Fulgenzio della Monica e di Belloluogo. Veri e propri pezzi di storia. Recentemente, il consiglio d’amministrazione della Fondazione con il Sud  ha deliberato un intervento di valorizzazione della masseria per una somma pari a 500mila euro.

Ad un ente terzo, tramite bando, sarà affidata la gestione che verterà su progetti di inclusione sociale.

Il Ninfeo delle Fate è uno dei luoghi del Cuore istituiti dalla FAI, e nelle giornate prefissate è possibile prenotare una visita.