Rosaria Dimodugno: “E’ una conquista aiutare Genitori e Figli a ritrovarsi”

Rosaria Dimodugno: “E’ una conquista aiutare Genitori e Figli a ritrovarsi”

1 Ottobre 2020 0 Di Cristiana Lenoci

Il mondo della genitorialità oggi- forse più di ieri- è costellato di fragilità, gap emotivi e scarsa propensione all’ascolto e all’empatia. Genitori e figli, sempre più spesso, sono mondi paralleli destinati a non incontrarsi, oppure-se e quando accade- l’incontro è difficile e pieno di ostacoli. E’ importante sapere di non essere soli: per questo vi sono professionisti in grado di supportare padri e madri nel complicato ruolo di essere tali in un contesto sociale che tende invece ad isolare e standardizzare abitudini e ruoli sociali.

Rosaria Dimodugno, pedagogista ed esperta nella valorizzazione della genitorialità di Cerignola (Fg) si occupa di minori e adolescenti da tempo, avendo accumulato esperienza anche in una comunità pugliese per ragazzi a rischio e in diverse scuole del territorio. L’abbiamo incontrata per chiederle alcune informazioni sulla sua attività e sull’argomento “Genitorialità” che tanto sta a cuore a molti. Ne è venuta fuori un’intervista davvero ricca di spunti interessanti che ci teniamo a condividere.

R: Supporto & Guida alla Genitorialità: secondo la tua esperienza, qual è il target di famiglia che chiede di intraprendere un percorso guidato da un esperto per educare nel modo migliore i propri figli?

RD: Durante gli anni di pratica professionale, nel mio ruolo di Pedagogista, ho ascoltato numerose storie, diverse tra loro ma accomunate da una serie di ripetuti “luoghi comuni” circa l’educazione e la relazione con i propri figli. In questi 15 anni di esperienza ho avuto e sto avendo tuttora l’opportunità di interagire con famiglie i cui genitori sono disposti a mettersi in discussione, a liberarsi da un sistema educativo giudicante, obsoleto e quindi fallimentare.

Chi chiede una consulenza in questo campo è quasi sempre pronto a costruire un nuovo sistema di educazione familiare che tenga conto del punto di vista dell’altro, del suo mondo interiore e di ciò che l’altro effettivamente è (e non ciò che vogliamo che sia). La maggior parte dei genitori che si rivolge a me appartiene a questo target: uomini e donne, età media 48 anni, professionisti e non, motivati dal desiderio di essere guidati a rafforzare le proprie competenze educative e relazionali nei confronti dei figli, la cui fascia di età è in genere 5/12 anni e 12/18.

R: Oggi i rapporti tra genitori e figli sembrano essere più complicati rispetto al passato: quali sono, secondo te, le principali lacune e problemi che riscontri durante i tuoi colloqui e quali le possibili soluzioni?

RD: In particolare, le difficoltà educative che, più spesso, i genitori mi riportano in relazione al rapporto con i figli si possono raggruppare in queste macro frasi ricorrenti: 1) Mio figlio/a non mi ascolta; 2) Nostro figlio/a fa sempre di testa sua perché è… (e qui partono etichette, giudizi, svalutazioni); 3) Mio figlio/a non è come me (io alla sua età ero, ai miei tempi io, ecc…); 4) Nostro figlio/a non rispetta le regole che gli imponiamo.

Se provassimo ad individuare un comune denominatore rispetto a tali frasi, potremmo individuarlo nel tipo di comunicazione che i genitori utilizzano con i figli. “Qual è il motivo per cui vostro figlio/a non ascolta?”, “Cosa significa fa di testa sua”? “Quali sono i punti di vista di vostro figlio/a?”, “Quali sono le aspirazioni e i sogni di vostro figlio/a?”, “Le regole sono state imposte o costruite insieme con il dialogo e l’esempio?”, “Per caso avete dato per scontato che vostro figlio/a abbia capito la regola imposta”?

Potrei continuare all’infinito con le domande utili al fine di compiere il primo passo che permetta di modificare una situazione educativa disfunzionale (e quindi non corretta). E’ necessario acquisire la piena consapevolezza di ciò che succede nel momento in cui si entra in relazione con il proprio figlio/a, e quindi individuare le lacune che andrebbero colmate. Una volta individuate, entra in gioco la parte più difficile e dolorosa, poiché comporta spesso nei genitori e nei figli un reciproco cambiamento di prospettiva. Si può intervenire inserendo, nel repertorio comportamentale, nuove azioni educative e di comunicazione più efficaci e sane.

R: Il tuo percorso professionale negli ultimi anni è stato caratterizzato fa esperienze e acquisizione di nuove competenze nel settore. Credi di aver raggiunto una maggiore consapevolezza nella tua professione?

RD: Una volta leggevo che la felicità dipende dal modo in cui immaginiamo il futuro, nelle domande che ci poniamo, nei libri che leggiamo e nelle esperienze che facciamo. Tutto ciò concorre alla creazione di un sano equilibrio tra quello che pensiamo, diciamo e facciamo. Mi piace pensare, allora, che la mia maturità abbia attraversato questi passaggi e che, ora, stia percorrendo una strada diversa. Oggi sono senz’altro più consapevole delle mie competenze professionali, rispetto a quando ho cominciato a lavorare in questo campo. Sicuramente le esperienze della mia vita e, in particolare, quelle degli ultimi due anni, mi hanno messa nelle condizioni di fare un grande lavoro su me stessa, contribuendo ad una “evoluzione trasformativa” sia come persona che come professionista.

Mi scopro oggi più efficiente, empatica e consapevole delle mie e altrui fragilità, e questo è assai utile nelle relazioni di aiuto. Devo dire grazie alle famiglie, ai genitori, ai bambini, ai ragazzi che quotidianamente arricchiscono il mio “bagaglio”. Quindi alla domanda credo di poter rispondere senza alcun dubbio: sì, ho raggiunto una maggiore consapevolezza nella mia professione e sono grata a chiunque abbia contribuito a rendermi una persona migliore ed una professionista motivata.

R: Essere genitori implica un percorso di conoscenza di se stessi: ritieni che invece molte persone siano inconsapevoli del ruolo che vanno a ricoprire?

RD: Sono tanti i progetti futuri che vorrei realizzare che mi stanno spingendo ad una formazione più specifica. Tali progetti confluiscono in un’unica parola: Genitorialità. Il mio proposito è di guidare i genitori, spesso ignari, verso la scoperta, prima, e la valorizzazione, poi, delle loro specifiche competenze genitoriali. Come? Partendo dal guardarsi dentro come persone e individuando il modo migliore di comunicare e relazionarsi con se stessi, con i figli, e in coppia. Successivamente, attraversando un cambiamento di prospettiva che mira a sviluppare un tipo di comunicazione fatta di domande appropriate fatte al momento opportuno. Infine, giungendo ad un nuovo modo di essere genitori nella relazione con i propri figli, per essere in grado di: Ascoltare; Andare oltre; Accettare; Costruire.

R: Quali sono i tuoi progetti futuri e in quale ambito hai deciso di investire le tue risorse?

RD: Premesso che intendo continuare ad occuparmi di genitorialità e fornire consulenze in questo campo così difficile e appassionante, vorrei sottolineare che sono loro, i genitori, a possedere la chiave di volta nel rapporto con i propri figli. Io, come professionista, li guiderò semplicemente a trovarla e poi utilizzarla in maniera efficace! I servizi offerti presso il mio studio sono: potenziamento cognitivo per bambini e adolescenti, percorso emotivo-relazionale per bambini, adolescenti e genitori. Le modalità sono diverse e prevedono vari strumenti: incontri individuali, work shop, giornate a tema, formazione. Le sedi presso cui rivolgersi sono: Cerignola (Viale S. Antonio, 30) e Foggia (Via Miranda, 8). Info e contatti: Dott.ssa Rosaria Dimodugno, 347-7923401.

“Non hai avuto modo di scegliere i genitori che ti sei trovato, ma hai modo di poter scegliere quale genitore potrai essere” (Marian Wright Edelman)