San Giovanni, i riti della tradizione in Puglia: il racconto di Giovanna Di Virgilio di San Paolo di Civitate (Fg)

San Giovanni, i riti della tradizione in Puglia: il racconto di Giovanna Di Virgilio di San Paolo di Civitate (Fg)

19 Giugno 2020 1 Di Cristiana Lenoci

Il 24 Giugno ricorre la festività di San Giovanni, e in tutta Italia (ma soprattutto in quella del Sud, dove i riti sono più diffusi e praticati) si usa condividere alcuni gesti antichi a metà strada tra la religiosità e il paganesimo. E in Puglia? A quanto pare anche qui i riti legati alla tradizione di San Giovanni sono conosciuti e praticati. A tal proposito, ci affidiamo al racconto di Giovanna Di Virgilio, titolare della Masseria Difensola di San Paolo di Civitate (Fg) che, come ogni anno, si appresta a condividere questo momento con gli ospiti della sua struttura e con chiunque abbia voglia di immergersi nelle tradizioni staccando dalla routine quotidiana.

R: Ciao Giovanna. Allora, ci racconti come organizzi i riti legati a questo giorno particolare?

GDV: Per me quello di San Giovanni è un giorno speciale. Dall’anno scorso ho cominciato ad allargare l’invito a partecipare a questo rito a tutti coloro che sono residenti a San Paolo di Civitate o nei dintorni, ed anche ai turisti che si trovano qui in vacanza. L’obiettivo è di recuperare le tradizioni che in altre zone d’Italia sono ancora molto vive, basti pensare all’Umbria, dove il rito legato all’acqua di San Giovanni è tramandato da secoli. Personalmente io adoro questa giornata, mi piace che il rito pagano si fonda con quello religioso, creando una perfetta armonia. Adoro il profumo dei fiori che si raccolgono in vista dell’evento, il loro valore simbolico e curativo, le proprietà indiscusse che i nostri nonni conoscevano a memoria e ci tenevano a divulgare.

Il tutto comincia la mattina del 23 Giugno: io e i miei figli andiamo alla ricerca delle piante che non crescono nei pressi della nostra casa, come l’artemisia e la ginestra. Si tratta per lo più di piante che nascono spontaneamente ai margini dei boschi, o nei luoghi meno frequentati. Cerchiamo di raccoglierne il più possibile perché rappresentano la base indispensabile per realizzare il mazzo di fiori di San Giovanni.

Nel pomeriggio attendiamo l’arrivo degli ospiti, ed insieme a loro raccoglieremo le altre tipologie di fiori che si trovano nelle nostre campagne pugliesi: rose, lavanda, menta, timo, salvia, camomilla, basilico, rosmarino, malva, papaveri, iperico (detta anche pianta di San Giovanni), foglie di noce. Insieme alle persone che partecipano al rito componiamo i mazzetti di fiori di San Giovanni. Molti mi chiamano o mandano messaggi chiedendomi di fargli recapitare a casa i mazzetti composti, ed io lo faccio con grande piacere ed entusiasmo.

R: La sera del 23 Giugno si dà vita al rito vero e proprio: in cosa consiste?

GDV: La sera si mettono le piante profumate in una bacinella, lasciandole fuori al chiaro di luna. La mattina del 24, appena svegli, la prima cosa da fare è uscire fuori e immergere le mani e il viso nella bacinella con l’acqua che ha trascorso lì tutta la notte. Inoltre si usa cospargere l’uscio di casa con del sale e lasciarlo fuori con una scopa di sagina, perché secondo la leggenda le streghe che vogliono entrare in casa si fermano a contare i chicchi del sale a terra e i filamenti di sagina, desistendo dall’intento.

Fatto questo, continuiamo con un altro rito propiziatorio di San Giovanni, che è la raccolta delle noci. La tradizione vuole che la raccolta di questi frutti per realizzare il famoso “nocino” venga effettuata da una donna anziana, a piedi nudi sulla terra. Questo rito in particolare vuole celebrare l’unione con la Madre Terra. Si dice che se si avverte una folata di vento intorno altro non sono che gli spiriti che si muovono intorno agli alberi di noce.

Anche quest’anno Giovanna attende i suoi ospiti per compiere questi riti di San Giovanni, per tornare alle origini e fare pace con noi stessi e la Natura che ci circonda.

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