Tesori del Mare nascosti in Puglia: Annalisa il fossile di balenottera

Tesori del Mare nascosti in Puglia: Annalisa il fossile di balenottera

17 Giugno 2019 0 Di Cristiana Lenoci

Il mare restituisce spesso i suoi “tesori” . Tra quelli che la nostra regione custodisce vi è un interessante fossile di balenottera, custodito presso il Museo di Scienze della Terra presso il l’Università degli studi di Bari Aldo Moro. Il fossile è stato scoperto il 17 Luglio del 1968 nel canalone di Fesca a Bari, casualmente rinvenuto da quattro giovani   che   camminavano   su   strane   forme   pietrificate:   vertebre,   costole,   mandibole   di proporzioni esagerate.

L’allora Rettore Magnifico dell’università di Bari, Del Prete, fece analizzare il fossile da Annalisa Berzi e Vittorio Borselli del Museo Paleontologico di Firenze, i quali stabilirono che si trattava di un fossile balena alla quale fu dato il nome di Annalisa, in onore della paleontologa fiorentina che condusse gli studi.

Il fossile si presentava come una lisca di ben undici metri e le tecniche di estrazione dal banco tufaceo, dove riposava da secoli, si rivelarono piuttosto complesse, ma non impossibili: attorno ad Annalisa fu scavata una trincea, il cui cantiere fu realizzato dai costruttori Matarrese al prezzo simbolico   di   100   lire,   nello   strato   che   inglobava   le   ossa.   

Successivamente, il   banco   fu   tagliato orizzontalmente e diviso in cinque blocchi che, furono trasportati in un cortile dell’Ateneo dove rimasero per anni in stato abbandono. La balena, poi, fu trasferita presso la facoltà di Geologia.

Solo dopo diversi anni, grazie all’impresa Dioguardi, Annalisa fu trasportata nella sua attuale collocazione, ossia nel Museo di Scienze della Terra, dipartimento di Geologia, in via Re David. Qui vi sono altri resti fossili rinvenuti in Puglia, tra cui un sauro varanoide, bovidi, cervidi, orsi, elefanti,

equidi e tanti minerali. La regina del museo è Monna Annalisa che merita d’essere ammirata anche per come i paleontologi dell’università di Bari l’hanno sistemata, ricostruendo lo stesso ambiente di dove fu rinvenuta nel 1968.

L’esito degli studi sul fossile

Durante gli studi del fossile fu scoperto il dente di un gigantesco squalo; il che fa pensare a una cruenta storia, secondo cui Annalisa potrebbe essere stata assalita e divorata da un branco di pescicani che del mammifero lasciarono solo le ossa, trasformatisi in 1 milione e 700 mila anni in quella che oggi è una scultura della natura. Il museo è visitabile dal lunedì al venerdì: si può prenotare chiamando il numero 080.544.26.16.

Annalisa è uno dei tanti tesori che la Puglia nasconde: visitate il Museo di Scienze della Terra per scoprire gli altri!

Articolo realizzato da Rita Diliddo