Matteo Dimmito: “La mia arte esprime leggerezza e libertà attraverso il legno”

Matteo Dimmito: “La mia arte esprime leggerezza e libertà attraverso il legno”

7 Maggio 2020 0 Di Cristiana Lenoci

Quando incontriamo artisti emergenti come Matteo Dimmito, pugliese originario di Cerignola (Fg) residente da anni nella Brianza lombarda, non possiamo che restare affascinati dai “messaggi” che le loro opere riescono a trasmettere, pur nella loro apparente semplicità e linearità.

In particolare, gli oggetti e le lampade realizzate da Matteo sono chiaramente mossi da un’idea ispiratrice di fondo: la libertà. E anche se il suo è uno stile ben definito, la scelta tra linearità e intaglio fa la differenza in ciascun pezzo. Lui, Matteo, classe 1978, ha infatti alle spalle tanti anni di esperienza come “intagliatore” di legno, ma oggi applica ai suoi lavori anche altre tecniche di scultura più moderne e innovative.

Abbiamo chiesto a questo artista appassionato di legno di rispondere ad alcune nostre domande che hanno la finalità di conoscere meglio la sua arte e quello che c’è dietro le sue bellissime opere.

R: Il legno è un materiale “vivo” che si presta a diversi utilizzi: da dove nasce la tua passione per la scultura e la tua predilezione per il legno?

MD: Tutto nasce in famiglia, sono cresciuto nella bottega di falegnameria di mio padre, che ha sempre lavorato il legno. Ricordo che da piccolo prendevo di nascosto le chiavi della bottega e andavo lì a realizzare piccoli lavoretti, ad esempio dei ciondoli. Spesso mi soffermavo a guardare mio padre che realizzava strutture in legno e ne restavo estasiato. Poi mi sono iscritto presso l’Istituto d’Arte della mia città, Cerignola, dove mi sono diplomato nel 2006. Qui ho avuto la fortuna di trovare validissimi docenti che mi hanno guidato nella scoperta e approfondimento delle principali tecniche scultoree. Tra questi, in particolare, mi fa piacere citare la professoressa Anna Bracco, la prof. Anna Falotico e il professor Nicola Russo. Durante gli anni scolastici ho partecipato ad alcune esposizioni artistiche, presentando al pubblico per lo più bassorilievi e volti in terracotta realizzati su calchi.

Nello stesso periodo, grazie all’aiuto di mio padre, ho imparato l’arte del restauro di mobili antichi in legno. Il percorso formativo prosegue con l’iscrizione presso l’Accademia delle Belle arti: in quegli anni ho vissuto a Mola di Bari per frequentare le lezioni e i laboratori. Nel 2009 conseguo la laurea, presentando come tesi il modello di un’installazione multimediale in cui si integrano armoniosamente musica e scultura: “La Curiosità”.

R: Un artista, in genere, si completa attraverso le esperienze di vita. Credi che vivere in Brianza- area tradizionalmente rinomata per l’intaglio del legno- abbia favorito la tua creatività e la tua vena artistica?

MD: Sicuramente la mia formazione artistica ha risentito positivamente della lunga parentesi professionale presso la ditta Angelo Cappellini di Cabiate (Co). Qui ho avuto la possibilità di confrontarmi con persone esperte del settore ed affinare le tecniche che già conoscevo. Bisogna sempre avere l’umiltà di imparare, solo così si può andare avanti.

R: Da dove trai ispirazione per le tue opere?

MD: Lo sai da dove prendo ispirazione per realizzare un oggetto o una lampada? Dalle nuvole. In ogni nuvola che passa nel cielo ciascuno di noi vede l’immagine che preferisce: un volto, una forma, una creatura fantastica, un animale. L’indeterminatezza è ciò che permea le mie opere.

R: In ogni opera realizzata c’è un po’ di te: a quali dei tuoi lavori sei particolarmente legato, e perché?

MD: Le opere più recenti, le lampade, sono quelle che segnano la mia nuova fase artistica. Ultimamente sto dando più spazio alla linea, creando lampade lineari che si abbinano facilmente in ogni ambiente. Con la realizzazione di questi complementi d’arredo è cominciata una fase diversa, direi più matura, perché ho deciso di lasciare la tecnica dell’intaglio e dedicarmi a quella della “linea”.

R: Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

MD: Ho tanti progetti che vorrei realizzare: esposizione dei miei pezzi in show-room, partecipazione a mostre collettive, presentazione delle opere in occasione di eventi particolari. Ad esempio, l’anno scorso ho esposto le mie opere a Milano il 25 Aprile, e ho partecipato come espositore al Festival Rock in riva ad Abbadia.

R: Quanto ritrovi dell’essere pugliese nelle tue opere?

MD: Molto. Devo tanto alla Puglia, sono partito di lì e in Puglia ho vissuto gli anni più importanti della mia formazione sia umana che artistica.

Vi consigliamo di dare uno sguardo alle opere di questo creativo pugliese, perché i suoi sono davvero pezzi di design unici ed originali.

Pagina Facebook: Matteo Dimmito Art 

http://www.matteodimmitoart.it/ (Per visionare il catalogo completo delle opere)