Michele Casto, “Alla Milano Fashion Week ho portato la  Grecia Salentina”.

Michele Casto, “Alla Milano Fashion Week ho portato la Grecia Salentina”.

13 Marzo 2019 0 Di lamiapuglia web

“Poliedrico, versatile ed innovativo” – Così si potrebbe descrivere il fantastico mondo di Michele Casto, Fashion Artist salentino che si è guadagnato il rispetto di tutti con le sue Sculpute Dress. Laureato in scenografia e innamorato follemente della sua Racale, Casto e la sua creatività hanno conquistato la Milano Fashion Week con “Olympus Gods Collection”: Una linea ispirata alla Grecia Salentina.

INTERVISTA

 “ 1 – Chi è Michele Casto?

Hahahahahahahaha….Bella domanda, chi è Michele Casto, me lo chiedo da 39 anni (scherzo).

Chi mi conosce mi considera un Fashion Designer salentino ma a me piace definirmi FASHION ARTIST, sono una persona a cui piace vivere e sognare, ma soprattutto condividere il mio essere attraverso le mie creazioni.

2 – Quando è nata la passione per la moda? E qual è il momento esatto dove che hai capito che la strada del fashion fosse quella giusta da seguire?

Nella mia amata Lecce dopo aver frequentato l’Istituto d’Arte e in seguito l’Accademia delle Belle Arti dove mi sono laureato in scenografia e mi sono avvicinato alla moda. Proprio la scenografia è la chiave di tutto: i miei “Sculpture Dress” nascono dal connubio tra “Moda” e “Costume”.

In realtà non c’è stato un momento esatto dove ho capito che fosse la strada giusta, più che un momento è stata un’esigenza, e tutt’ora non sono convinto che sia la scelta giusta, ma Odio la monotonia! Ed è proprio per questo che sono sempre alla ricerca di qualcosa che riesca a sorprendermi. I miei Sculpture Dress sono il fiore all’occhiello di questo mio continuo cambiamento.

3- Dal Salento alla Fashion Week di Milano. Cosa si prova prima e dopo una sfilata? E quali gli step che Michele Casto utilizza nella realizzazione di una sua opera?

Faccio prima a dire cosa non si prova.

All’inizio è un miscuglio di emozioni, Ansia, rabbia, felicità, soddisfazione, paura, tutte emozioni che ti permettono di dare il meglio, ti spingono a pensare in modo diverso, ti rendono più forte e più creativo, fino a quando non entri in passerella e l’applauso del pubblico ti riempie di gioia e tanta gratificazione.

Nel realizzare le mie creazioni non seguo uno schema ben preciso, sono molto estemporaneo, infatti per la maggior parte sono realizzate direttamente su manichino.

4 – Olympus Gods Collection cosa vuole rappresentare e perché la scelta di ispirarsi all’arte greca e le sue mitologie? Qual è il messaggio di Casta in questo mondo di paiette e ricami? Come la definiresti la tua ultima linea?

Non dimentichiamo che il Salento è stato contaminato dalla cultura Greca, per questo alcune zone o comuni vengono tuttora oggi considerate come La GRECIA SALENTINA, anche Racale il mio amato paesino altre ad essere stato abitato sin dalla preistoria dalle civiltà messapiche e Romane è stato abitato e contaminato dalla meravigliosa cultura greca. Ecco da dove nasce la mia nuova collezione, in più oltre a voler creare un qualcosa che si ispirasse alla mitologia greca ho voluto associare i colori della mia amata terra utilizzando il blu con aggiunta di conchiglie per simboleggiare il nostro mare, il bianco per il cielo, il rosso e dorato per indicare il sole e le temperature elevate, e il nero tempestato di perline bianche per rappresentare la notte ricca di stelle.

Molte riviste hanno definito la mia linea IRRIVERENTE ma io invece la potrei definire CORAGGIOSA come il mio modo di essere.

Tanti per non sbagliare o per non essere criticati si accontentano di seguire un qualcosa che sia standard e alle volte addirittura scontato, io invece preferisco essere me stesso e proporre un qualcosa di mai visto, un qualcosa che mi rappresenti, un qualcosa che faccia parlare.

Un messaggio che molto spesso mi piace lanciale è questo: “NELLA VITA NIENTE E IMPOSSIBILE, BASTA SOLO CREDERCI”.  

5 – Nella tua carriera, perché per te è stato più semplice realizzare un brand proiettato sull’arte scenografica che non quello del fashion classico? Come mai l’idea di un bustino ben strutturato ti intriga di più di un bustino nude? Quanto, secondo te, la passione per il teatro ti ha influenzato nella tua carriera? A chi ti ispiri solitamente per le tue opere?

Devi sapere che non sono quel genere di persona che ama la vita facile, mi piacciono le cose complicate, mi piace osare e non mi piacciono le cose scontate… Credo anche che la moda come l’arte sia un qualcosa che si debba sviscerare, comprendere amare perché la MODA è Arte e L’ ARTE crea la MODA.

“Io lavoro divertendomi, il mio divertimento è creare ed è proprio per questo motivo che non mi accontento di creare i capi, ma voglio essere scenografo di me stesso. Cerco, infatti, di realizzare Creazioni e Scenografie che siano in grado di fondersi tra loro portando alla luce qualcosa di nuovo, fresco alternativo. Questo è quello che voglio e provo costantemente a raggiungere l’obiettivo.”

Poi Il teatro in particolar modo la scenografia è stato un tassello principale per la realizzazione delle mie creazioni, ha influito tanto e mi ha dato le basi necessarie per poter inserirmi e proporre un qualcosa di diverso.

Sono un amante dei Film fantasy soprattutto dove ci sono quei registi che sono in grado di esaltare e di enfatizzare il mondo delle fiabe. Mi piace immergermi in quelle meravigliose scene e volare con la fantasia… Con le mie creazioni ambisco a comunicare la passione e l’amore che metto nel realizzarle.”

6 – Per ogni stilista di rispetto, ogni collezione nata è come un figlio. Qual è il figlio che più ti ha entusiasmato nella tua carriera? Quali i benefici di quella collezione? Quale la collezione che è dentro di te e che non riesce ad uscire?

Da premettere che “sono legato ad ogni mia creazione. Ogni opera ha una sua storia, sentimenti, stati d’animo… Ma, c’è una creazione a cui sono particolarmente legato, il mio primo abito Era la mia prima creazione e volevo fare un qualcosa di nuovo originale mai visto così, mi son messo a disegnare, ma le idee erano troppe per riuscire a racchiuderle in foglio e così ho posato lo sguardo su di un gomitolo di spago, che avevo appoggiato sul mio tavolo da lavoro. Ho trascorso ore ad osservarlo, analizzandone colori e sfumature, che mi ricordavano le meraviglie della mia terra “IL SALENTO”. In quel momento ho iniziato ad unire filo con un altro, con della semplice colla e con una piccola aggiunta di fil di ferro e un sacco di iuta. Il risultato è stato inaspettato.”

7 – Cosa si dobbiamo aspettare ancora da Michele Casto? Quale il sogno nel cassetto?

Sono una persona che piace vivere alla giornata… non faccio progetti futuri ma cerco di cogliere l’occasione …. Sogni nel cassetto ancora tanti, ma pian piano qualcuno sicuramente lo tirerò fuori, non tutti sarebbe impossibile.

8 –  Al giorno d’oggi, pensi che se ti fossi trasferito all’estero la tua carriera sarebbe stata differente? Cosa ti ha spinto a restare nel tuo paese nativo? Cosa rappresenta esso per te?

Come ti dicevo prima la vita è fatta di occasioni basta saper aspettare ed essere capaci di coglierle al volo, quello che voglio dire è che nella vita ti devi sempre predisporre un obbiettivo e portarlo avanti ed essere tanto paziente. Conosco tante persone partite all’estero e ritornate a casa insoddisfatte per non aver trovato quello che cercavano …. LA FELICITA? La puoi trovare solo a casa tua circondato da persone fidate e che ti vogliono bene. PER ME IL SALENTO È LA MIA FAMIGLIA. Lo posso abbandonare per viaggi di lavoro, ma ci ritorno sempre con tanta gioia nel cuore

9 – Com’è stato essere un bambino, maschio, con la passione per la moda e le passerelle? Ci sono stati risvolti o tutti hanno compreso? Quale il momento che più ti ha ferito e quale che tutt’oggi ricordi con emozione?

Da premette che a me piace tutto quello dove c’è un palco, quindi teatro, passerelle o un semplice marciapiede, poi non ci vedo niente di male che un uomo abbia la passione per la moda, nel mio caso è quello di creare, ma nel caso nei maschietti che comprano il piacere è quello nel vestire…è la stessa cosa.

Non ho mai avuto critiche e anche se fosse non mi interessano, a me piacciono le critiche costruttive e non distruttive.

Non ricordo di aver mai avuto momenti particolari che mi abbiano in particolar modo ferito, ho avuto delusioni certo ma sono andato avanti con la massima tranquillità e serenità.

Collaboro già da due anni ad un evento di beneficenza che si svolge a Lecce in occasione della festa della donna  ‘Io m’arzo e l’otto ogni giorno’, per la raccolta fondi per lo Spazio Benessere “A Sua Immagine”, aperto nel Polo Oncologico dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, per cure estetiche gratuite ai pazienti ammalati, organizzata dall’ Associazione “Cuore e mani aperte verso chi soffre” ONLUS“. Vestire ogni anno LE MIE DONNE GUERRIERE è per me sempre una cosa unica ed emozionate.

10 – Se dovessi descrivere la Puglia con dei tessuti, quali ci faresti vedere?

Ma sicuramente TULLE Bianco, raso satin Blu, ci aggiungerei della Raffia e un bel pizzo macramè rosso.

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