“Riconsegno le chiavi del mio locale”: l’amaro sfogo di Roberto Maggialetti, del Divinae Follie di Bisceglie

“Riconsegno le chiavi del mio locale”: l’amaro sfogo di Roberto Maggialetti, del Divinae Follie di Bisceglie

27 Aprile 2020 0 Di Cristiana Lenoci

A Febbraio scorso, prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria per il Coronavirus, una delle discoteche più belle del Sud Italia, il “Divinae Follie” aveva riaperto le piste grazie all’intraprendenza e all’amore di un imprenditore pugliese verso la sua terra. Oggi Roberto Maggialetti ha postato sul suo profilo Facebook un messaggio deluso e rammaricato indirizzato al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, dichiarandosi pronto a consegnare le chiavi del locale il 29 aprile prossimo.

Pubblichiamo il testo del messaggio perché riteniamo interpreti il pensiero di altri imprenditori del settore intrattenimento e ristorazione che, come lui, si trovano a dover affrontare la difficoltà economica provocata dalla chiusura dell’attività e la delusione di non sentirsi protetti e aiutati dallo Stato in un frangente così delicato.

“Caro Presidente Conte, sono un probabile ex imprenditore del mondo delle discoteche e ristorazione, ex perché a breve sarò costretto a chiudere la mia azienda, che ho costruito con tanto amore e tante difficoltà in questi  anni. Sono uno di quegli imprenditori che ama il suo Paese ed ha investito tutto se stesso cercando di valorizzare al meglio il nostro  territorio. Oggi sono deluso, deluso da uno Stato a cui non ho mai chiesto nulla, ma a cui ho solo dato, uno Stato che mi ha detto che dovevo chiudere la mia attività, ma io l’avevo già fatto perché mi reputo un’imprenditore coscienzioso, che non mette a rischio l’incolumità dei propri clienti e dei propri dipendenti. Beh,  oggi, dopo il suo ennesimo discorso,  ho capito che per voi non esistiamo, si non esistiamo. Sono due mesi, ormai, che abbiamo chiuso le nostre attività , e mentre avete annunciato la graduale riapertura di tutte le attività, noi non siamo stati neanche considerati, come se non esistessimo, come se le 90.000 persone che vivono di questo lavoro e le 2500 aziende che fanno pubblico spettacolo, in Italia, non contino nulla.

Nessuno parla del nostro settore,  nessuno pensa che le nostre aziende hanno un’anima fatta di tanti lavoratori e, con tanti costi (fitti, utenze, investimenti da pagare, tasse, fornitori) e con incassi 0 non potranno resistere a lungo, non sapendo nè se, nè quando, né come poter riaprire. Io, come tanti altri imprenditori, non vogliamo il sostegno dello Stato, vogliamo solo poter ripartire, per poter mantenere vive le nostre aziende e mantenere i nostri dipendenti a cui teniamo tanto perché sono il pilastro delle nostre attività. Se non ci fate riaprire, allora, diteci voi come chiudere senza costi per un danno non cagionato da noi imprenditori, ma dallo Stato che tardivamente ha chiuso i confini quando una epidemia era già in atto e se ne dichiarava lo stato di emergenza nella Gazzetta Ufficiale di gennaio 2020. Il 28 aprile accenderò, simbolicamente, per l’ultima volta, le luci dei miei locali ed il 29 consegnerò le chiavi insieme agli altri imprenditori del mondo Ho.Re.Ca., che aderiscono al Movimento  Impresa, al Sindaco e Presidente dei Comuni d’Italia De Caro affinché le consegni al Governo”.

Un imprenditore deluso, amareggiato e lasciato solo dallo Stato

In fede, Roberto Maggialetti DF