Lino Banfi: “Ho in mente un film da girare sul Gargano”

Lino Banfi: “Ho in mente un film da girare sul Gargano”

29 Luglio 2020 0 Di Cristiana Lenoci

Il popolare attore pugliese ha di recente espresso, in un’intervista al Corriere della Sera, tutta la sua ammirazione per il territorio del Gargano, il “Gargheno”, come lui lo chiama. “Il mio sogno-ha rivelato Lino Banfi è passare la vecchiaia su un trabucco del Gargano perché lì, mi dicono, ci sono quelli più belli”.

Il Gargheno è quel promontorio in provincia di Foggia, che- prosegue il comico originario di Canosa di Puglia– “alle elementari, davanti ad una cartina colorata dello Stivale, indicano come lo Sperone d’Italia”.

Il trabucco, invece, è un’architettura con legno che anticamente era adibita alla pesca, e che ha conosciuto la sua massima diffusione alla metà del secolo scorso, quando ancora non c’era l’usanza di pescare con le barche.

Tra Vieste e Peschici, in tutto, si contano ben 17 trabucchi, veri e propri “giganti del mare” che attraggono turisti e visitatori da ogni parte d’Italia e non solo. Alcuni di questi sono stati trasformati in ristoranti da cui ammirare il tramonto sul mare mentre si gusta un’ottima cena.

Ho in mente di girare un film proprio in questi luoghi del Gargano: la storia l’ho già scritta, e ho già individuato il titolo: Finalmente Libero, con sottotitolo Il Trabucco Donosor“. E’ evidente il riferimento al personaggio di Nonno Libero, così tanto amato dai telespettatori della fortunata serie tv “Un medico in famiglia”, e al Nabucco di Verdi che, in origine, si chiamava Nabuconodosor, dal nome del re di Babilonia.

Pasqualino Zagaria, in arte Lino Banfi, ha già le idee chiare anche circa la trama e i personaggi della pellicola. “Il protagonista del film- dice Banfi- è un vecchio giudice, oppure un vecchio senatore. Insomma, uno che ha sempre vissuto con la cravatta intorno al collo e che, in pensione, decide di vivere in riva al mare. Così cerca un trabucco da comprare e lo trova, a buon prezzo, in quello di mister Donosor, un americano innamorato del Gargano. Questo, però, è costretto a lasciare la Puglia e a tornare negli Stati Uniti”.

Il rapporto con il mare non è stato sempre idilliaco, per il comico, che si lascia andare ai ricordi: “Può sembrare strano che un pugliese non sappia nuotare, ma ai miei tempi noi dell’entroterra ci andavamo di rado. E nell’età in cui in genere si imparava a nuotare, dagli 11 ai 15 anni, io ero in seminario. Perché dovevo diventare prete, fino a quando l’allora vescovo di Andria non si rese conto che quella non era la mia strada. La tua missione è far ridere la gente, mi disse. Ed è quello che ho fatto”.

Da grande, poi, Banfi non ha più imparato a nuotare, pur essendo un “itticodipendente di razza” (così si definisce), ossia amante di tutto ciò che il mare produce: cozze, cozze pelose, ricci, ecc.

Al mare ho girato anche tanti film. Ne ricordo anche uno a Vieste, intitolato “Vola Sciusciù”. Durante le pause mi portavano sui trabucchi, e ne rimasi affascinato”, ha dichiarato l’attore.

Il Gargano attende quindi Lino Banfi per il film che ha in mente di girare sui trabucchi. Intanto, se capitate in questa zona turistica, non mancate di fare un giro a visitare queste strutture grandiose e affascinanti che dominano il mare con la loro imponenza.

Trabucco sul Gargano